Portes De Cornouaille

Avversario della Bretagna del Cheval d'orgueil di Pierre-Jakez Hélias, replica tramite il pamphlet  Le Cheval couché (1977) che rifiuta ogni visione nostalgica del paese bretone. E mentre questo pensiero mi attraversa la mente, la mano fruga nell’altra tasca e si richiude intorno ad un minuscolo sassolino, che a suo tempo ho raccolto sulla spiaggia della “mia” Deiva Marina. Suivre des yeux le soleil et la lune, torcher une page évasive, ne plus savoir juger de rien? Ce Dieu-là ne se sépare pas des phrases ou du bois dont il fait, dans les noeuds. Gli rispondo descrivendo ciò che vedo; lui annuisce e mi mostra la foto che ha appena scattato. Le ciel de sauce tomate sous le couvert d'un autre ciel, bleu, plus très visible, où on devine des mouvements vertigineux.

Osservo con l’attenzione consentita dalla scarsa luminescenza dell’ora e del luogo e percepisco in esse simboli e storie non necessariamente provenienti dalle dottrine canoniche del culto cattolico.

Cuore amareggiato e pesante che soffre perchè il suo miele non somiglia a quello del vicino.

Côte Sauvage Proseguiamo il nostro viaggio in direzione di Quibéron, là dove la terra incontra l’oceano, su una stretta penisola all’estremità più occidentale dell’intera Bretagna.

Ma alla sorgente viva di questa ispirazione risiede indubbiamente l'idea di essere un intermediario. Mi sembra quasi che, qui sotto, ci sia una creatura viva e palpitante che si nasconde nelle viscere della terra; distacco la mano, la passo sulla guancia e la sento morbida e setosa al tocco, come se fosse stata immersa in un balsamo rigenerante. Befana non è forse la traccia rimasta ai giorni nostri di qualche antica festa pagana che l’Epifania cattolica non è riuscita del tutto a cancellare? Er Grah, uno per il cromlech della Table des Marchands ed un altro nel grande tumulo dell'isola di Garv’Inis, il che lascia aperte molte ipotesi riguardo all'antica geografia del territorio ed ai metodi utilizzati per trasportare i massi e sistemarli in loco.

Senza parlare, si accostano a loro volta alla roccia, la accarezzano, forse ne ascoltano anche loro un messaggio, poi si avviano all’uscita, mentre io torno sui miei passi e profitto della momentanea assenza di altre persone per lasciare un po’ di tabacco in segno di ringraziamento per il Drago.

Mario; nella premura di rispondere, inciampo in uno dei gradini bassi dell’ultima rampa interna.

Parigi, Antony Lhéritier passa la sua prima infanzia a Plouguerneau, sulla costa nord del Finistère, dove morirà nel 1993.

Daniele riesce a mangiare qualcosa di meno monotono del solito. Colui-che-è-andato-Oltre mi parlò degli spiriti inquieti che non riescono a distaccarsi completamente da questa dimensione.

Mario si sofferma accanto ad una roccia che pare essere il sostegno portante di un’intera ala della roccaforte.

Fabrizio e nella mia mente la sconosciuta Nina continua a volare tra le corde dell'altalena, immagine di eterna fanciulla scolpita nel sempre.

Mario, d’impulso come al suo solito, ha deciso di accompagnarmi e Daniele, innamorato da sempre delle lande “celtiche”, ha colto al volo l’opportunità di visitare insieme a noi quella terra lontana che il mio cuore sente tanto vicina.

Mario e Daniele, così decido di visitare il castello. Lettore straordinario, allaccia amicizie con molti scrittori con i quali intrattiene spesso una fitta corrispondenza. La raccolta Chantes de guerres, scritta nel 1961, trae ispirazione dal conflitto algerino. In seguito, quasi per rimpianto, riprende gli studi e diviene maestro di scuola, concludendo la sua carriera come direttore di una scuola nazionale di perfezionamento. Ormai da più di un anno non faccio che piangere lacrime di sale, giudice implacabile di ogni mio fallimento vero o apparente, creatura incompleta che ancora una volta ha perso il passaggio della cresta dell’onda per farsi poi travolgere dal ribollire di spuma e sabbia, in quel gorgo infinito che tanto somiglia agli abissi della disperazione.

Ma se queste pietre risalissero a tempi antecedenti alla scorsa Precessione degli Equinozi? Quimper per due notti e che in caso si decida diversamente dobbiamo dare disdetta entro le 18 di oggi, ma i due rispondono che è presto e che abbiamo ancora tempo.

Se non fosse ancora lì, a smentire ogni possibile ragionamento logico, forse non ci crederebbe neppure lui.

Non c'è più niente ne nessuno sotto a quella pietra, il viso familiare già si confonde.

Mané er Hroueg Di nuovo in auto, ci lasciamo alle spalle il complesso del Menhir Brisé ma, dopo aver percorso soltanto pochi metri, scorgiamo un’altra segnalazione turistica.

MOLOCH”, anzichè “Le Mané er Hroueg”, un nome evocativo ed inquietante, che mi persuade a non entrare nel cunicolo.

Signora, appoggio la fronte alle rughe della sua corteccia e mi sento più tranquilla.

Cornovaglia mortale, in segreto, nel letto dell'erba alta.

L’odore acro delle alghe adagiate ad evaporare sulla battigia mi solletica le narici; piccole conchiglie rosate affiorano qua e là dalla sabbia compatta.

Gli sorrido e sbriciolo parte del mio pezzo sulla pietra che delimita la nicchia, un’altra parte sulla pietra accanto al basso vestibolo e l’ultima in fondo all’ultimo salone, sempre verso l’esterno cosicchè le creature del bosco ne possano approfittare.

In preda ad un impulso improvviso, mi arrampico sull'ampia superficie della roccia e mi avvicino allo specchio, chinandomi a contemplare i disegni dell'acqua in quel piccolo universo cristallino.

Impartisce anche appassionanti lezioni d'ignoranza alla facoltà di Brest, dove, privo com'è di titoli universitari, viene retribuito dal sacro fuoco della passione.

Cuore è diverso da un altro, così come i pollini dei fiori.

Nel tempo presente, qui e ora, prima che metta neve, Lasciando al Cuore il suo sapore e alla Ragione il compito di rischiarare il buio dell'istinto.

Saint-Philbert-de-Grand-Lieu (Loira Atlantica), Gilles Baudry è un monaco dell'abbazia di Landévennec.

Scozia, del Galles, dell'Irlanda, della Cornovaglia e dell'Inghilterra e financo quelli di molte isole a Nord della Scozia e all'Ovest dell'Irlanda.

Penso possa essere la Custode femminile e protendo le mani per chiederle se posso proseguire.

La sua attività ha dato un forte contributo alla rinascita della piccola editoria regionale di qualità, accogliendo poeti di valore nelle sue Edizioni Folle Avoine , e prestando cura meticolosa al lavoro di stampa che accompagna la pubblicazione delle loro opere.

Noces de la terre (Edizioni Grasset) o tra le più recenti Jeunese de Dieu (Edizioni Albin Michel, 1975).

Rigal ha anche collaborato ad animare la rivista «Poésie Bretagne» all'inizio degli anni ottanta.

Bretagna; è una pietra piccola, ma molto graziosa e ne ho sempre ricavato una sensazione gradevole, toccandola.

Mario si fermano all’ingresso, rischiarando l’interno, a tratti, con i flash delle loro fotocamere digitali.

Daniele che canta - l'ho visto passare con la coda dell'occhio - dev'essere appoggiato alla pietra del maschile. Cummings per le edizioni Sud, e di Derek Mahon e Brian Coffey per le edizioni Folle Avoine. Cerchi, ciascuno dei quali è formato da otto megaliti disposti secondo la Ruota dell'Anno Celtico e da una tavola centrale coppellata; gli allineamenti procedono da est verso ovest, ciascuno governato da particolari pietre collocate nei punti nodali; i menhir sono disposti in crescendo, da est ad ovest, dai più piccoli ai più grandi. Non vi è però alcuna recinzione, ragion per cui penso non sia vietato entrarvi nel rispetto del luogo.

Mémories de basse (Mémorie di bassofondo), Les Faims premières (le Brame primordiali), Poèmes d'octobre (Poesie d'ottobre), Paysage aux neuf corbeaux (Paesaggio dai nove corvi) per le edizioni Calligrammes, Manières noires (Maniere nere) per le edizioni Apogée - e già si indovina tutto, il dolore e la collera mescolate insieme, la scrittura come scalpello a fior di pelle, a fior di rabbia.

Chantepie, dove abbiamo prenotato un albergo della catena Bonsai, per due notti. Balbetta parole velocemente rubate, agganciate alle erbe delle spiagge, alla pelle bruna dei bagnanti, alla prua delle barche, alle loro vele.

Mi passo il serpentino sulla fronte, all’altezza del sesto chakra e lo depongo ai piedi del Menhir, ringraziando gli spiriti del luogo per avermi regalato momenti di così intense emozioni.

Per una frazione di secondo, i miei occhi captano l’indistinto brulicare di innumerevoli esseri che affollano lo spazio, al di là delle mie consuete barriere di percezione sensoriale.

Un abete in particolare attira il mio sguardo, vegliardo custode del luogo.

Leggendolo, si potrà essere un poco interdetti, un poco confusi per poi sporgersi e rileggere ancora senza più dubbi quei versi che cantano con voce profonda, con voce di gorgo e che lasciano al loro passaggio un gusto di cenere sulle labbra.

Il paesaggio che attraversiamo, ricco di boschi e foreste, ha davvero qualcosa di magico, con quegli intrichi di rami, il profumo del muschio e le sfere del vischio che crescono in simbiosi con i rami spogli dei castagni.

Daniele fa scattare il flash del suo apparecchio digitale e per un istante i nostri sensi captano ciò che abbiamo di fronte.

Poesia piena di clorofilla, confidenza dentro al pane bianco dell'esistenza, i titoli delle sue raccolte raccontano di un mondo riconciliato e si chiamano Le bonheur du jour (la felicità del giorno), En ce visage l'avenir (in questo volto l'avvenire), o Poème du temps retrouvé (poesia del tempo ritrovato). Mario e Daniele scaricano i miei bagagli davanti alla mia casa di Deiva Marina. Morlaix il 3 Maggio 1939, Denise Le Dantec è autrice di un'opera molto ricca, sia poetica che narrativa. Poi, quando va in pensione, chiude la sua  lunga parentesi ad Orléans per tornare alle origini, verso quella Loira Inferiore perseguitata dall'ombra indimenticabile di René-Guy. Luglio 1940 a Rostrenen, Danielle Collobert si suicidò nel giorno del suo trentottesimo compleanno. Quercia, mentre Daniele entra ad ammirare il Dolmen Grande. Vi ripeto che vedevo tutto dall'alto, forse al massimo mi sono visto le mani che spostavano le pietre, ma non sapevo se erano le mie o se erano quelle di qualcuno che stavo osservando.

Chi vi è giunto in epoche successive, probabilmente da dominatore, ha poi destinato a quell’utilizzo l’intera area, ma non credo sia stata progettata come complesso sepolcrale.

Grande nelle Côtes d'Armor alla quale ha dedicato alcune delle sue ultime raccolte, e Parigi, porta al mondo lo sguardo meravigliato e al tempo stesso benedetto di una donna impegnata nelle contraddizioni del suo tempo. Daniele, che alla fine è costretto ad accontentarsi di una noiosa insalata, accompagnata da una sottilissima fetta di brie, cui fa da contraltare il mio godimento, a base di ostriche e zuppa di pesce, e il moderato apprezzamento di Mario, con la sua grigliatona di carni miste. Forse è soltanto la mia fantasia malata che percepisce parole che attraversano i pensieri; forse la mia mente per l’ennesima volta MI mente… e se invece fosse vero? Il Drago mi dice che ho ben lavorato, che presto le mie fatiche saranno premiate, ma adesso non devo mollare, non devo cedere alla stanchezza, allo sconforto, alla disperazione. Carnac - Allineamenti del Menec e di Kerzerho Mario mi cede il volante.

Mare colpisce un po’ tutti al cuore, chi come me per affinità naturale, chi come Mario per rispettosa ammirazione e chi come Daniele perchè attratto da una sua costante Ricerca dell’Occidente.

Ci fermiamo al centro dell’ampia camera circolare e guardiamo intorno, verso l’interno e verso l’esterno.

Le querce abbondano e i rami spogli dei castagni sostengono le rotonde infiorescenze del vischio, arbusto sacro secondo la tradizione celtica.

Professore di letteratura, rinnova a modo suo il lirismo inserendolo risolutamente nella fragilità commovente dell'istante.

Credo si tratti di un quarzo, la cui trasparenza permane nonostante il lavorio incessante del salmastro, che satura l'aria.

Ma vedo soltanto un cumulo di ostriche vuote, forse portate dal mare o più probabilmente provenienti da uno dei numerosi chioschi per la degustazione di frutti di mare, che durante l’estate abbondano in prossimità delle spiagge bretoni.

Dalle ceneri di un amore morto può forse nascere un nuovo e più appagante Amore? Questa volta il messaggero è un candido airone, che silenzioso plana sopra al mio capo per poi perdersi all’orizzonte.

Mémoires de basse e quelle Manières noires. Mi fermo e cerco di afferrarne una, prima che tocchi il suolo; voglio giocare ad abbeverarmi della magica essenza di questo luogo, ma le gocce  beffarde mi sfuggono una dopo l’altra.

Daniele mi chiede se sono pronta a cogliere l’istante del prossimo lampo, per dare un’occhiata.

Temo che alcuni che vengono definiti 'poeti' siano - o siano diventati - dei giocolieri, degli intrattenitori. La pietra di copertura al termine del corridoio reca incisa un’ascia che, se guardata da un’altro punto di vista, potrebbe anche rappresentare una falce di luna sospesa sopra all’ingresso di una caverna di forma triangolare. Vie, Témoignage chrétien e Monde, si impegna attivamente per la grandezza della cultura bretone. Poulot, detto Perros, è nato a Parigi il 31 agosto 1923. Seguire con gli occhi il sole e la luna, pulire una pagina evasiva, non saper più giudicare nulla? Quel Dio non si separa dalle frasi o dal legno di cui crea, dentro ai nodi. Ma la stilla burlona sembra sfidare le leggi della gravità come se volesse mettere alla prova la mia capacità di aspettare il momento giusto.

Seguo anch'io quell’esempio e depongo una conchiglia accanto alle radici.

Elle aime tant son long chemin de croix Qu'elle rit en songeant aux peines d'autrefois Humble dans ses douleurs et dans sa pèlerine.

Eppure Cadou, benchè precocemente scomparso, naviga nella campagna di Louisfert, il suo villaggio d'adozione, con i segni misteriosi e le eco tremule della sua poetica fraterna. Guardiani del luogo, venerandi giganti che ancora onorano i nostri giorni con la solidità dei loro tronchi nodosi, con la saggezza dei loro rami svettanti, con la profondità delle loro radici. Quimerc'h (Finistère), Paol Keineg studia negli anni '60 a Brest, presso l'Università della Bretagna Occidentale. Ragione, senza la quale non potrebbe esistere il miele, perchè non c'è miele senza cera, non allo stato puro e primordiale dell'essenza.

La costa a sud di Carnac, i Fari, le maree, Locmariaquer con altri famosi cromlech, lo splendido tumulo inciso di Gavr'Inis, il Cap de Quibéron con la punta protesa verso l'Atlantico? Troppo stanchi per metterci ancora in macchina, decidiamo di approfittare della presenza di un ristorante a pochi metri dall'albergo.

Menhir, soppesando tra le mani la pietra, in cuor mio sempre più convinta che non sia sbagliato prenderla.

Mi fermo dinanzi a lui, che riconosco come uno dei Guardiani; distendo le mani a sfiorarne il volto e sento una gradevole sensazione di tepore, come se la pietra accettasse di buon grado il contatto con le mie mani. Ama la sua lunga via di croci Ride al ricordo delle pene trascorse Si stringe umile nella sua pellegrina. Mi fermpo ad aspettare con pazienza, risacca dopo risacca, che il fluire del moto ondoso venga a riempire d'acqua le mie mani. Forse siamo preda di una enorme suggestione e magari non ci sarà nessun inizio e nessuna fine, eppure è consapevolezza diffusa tra le Persone di Conoscenza  che il nostro mondo sia destinato in breve al collasso e credo non sia ragionevole minimizzare certi messaggi. Monte, risaliamo in macchina e, nel crepuscolare grigiore della marea che risale, raggiungiamo Rennes dove, dopo un paio di giri nel centro storico e qualche foto scattata al Parlamento Bretone e ad altre costruzioni tipiche, decidiamo di cenare in una simpatica crèperie che serve le tradizionali “galettes” bretoni annaffiate con un buon sidro secco. Drago d’Acqua, placido in apparenza, ma non meno pericoloso del suo opposto Drago di Fuoco, può distruggere chi non riesce a riemergere rigenerato dagli abissi della sua introspezione. Mario mi guarda e dando voce ai suoi pensieri, dice che mi vede diversa e più serena. Table des Marchands, per ammirare da vicino la famosa pietra di copertura. Daniele “sente” essere non del tutto contenta di come stanno le cose in quel luogo. Daniele ha l’opportunità di rivedere la “bellina” che serve ai tavoli. Danielle Collobert ha anche pubblicato quasi clandestinamente alcuni romanzi tra i quali Meurtre, per l'Editore Gallimard, nel 1964.

Mont Saint Michel gli sembra un gigantesco tappo che qualcuno abbia messo lì, apposta per rinchiudere qualche energia primordiale.

Autore de Le Printemps des bonnets rouges (1974), scrive in tempi più recenti Dieu et Madame Lagadec o Anna Zéro, tra il 1991 e il 2001.

Quanto ancora dovrò annaspare nei flutti infiniti delle tue spire, prima di poterti abbracciare per essere da te rigenerata? Mario e Daniele a decidere se continuare o meno la visita di questo luogo che vedono per la prima volta. Tutto è indubbiamente caparbio nei miei ricordi, dal versante dell'inverno. In questo senso, il lirismo di Alain Le Beuze è risolutamente moderno. Così risaliamo in auto e via veloci verso Rennes, seconda tappa del nostro viaggio. Alla fine del giro, torno a deporre la penna dove l’ho trovata, rinunciando ad un eventuale tentativo di inoltrarmi nel passaggio.

Charles Le Quintrec deve molto al suo paese intimo e profondo, la foresta di Brocéliande.

Dolmen, ringraziando mentalmente gli spiriti del luogo per i loro doni. Menhir Brisé, entriamo tutti insieme nel tumulo di Er Grah; grazie alla torcia che ci hanno prestato, possiamo ammirare con agio le grandi pietre intarsiate dell’interno, parzialmente restaurate col cemento, ma ancora capaci di offrire la sensazione di trovarsi all’interno del grembo amorevole di una madre. Voltandomi vedo una graziosa signora bionda, con un bimbetto per mano, che mi fissa incuriosita; le sorrido, lei domanda se sono una guida del posto. Mario – Sono certo che in quel posto sono state uccise delle pietre. Daniele in meditazione e non voglio disturbarlo, così mi sistemo nella prima nicchia della prima stanza, prendo dalla mia borsa il tabacco e le carte delle fate e, dopo aver onorato le quattro direzioni e il centro, dispongo le carte in cerchio sul terreno; nel farlo, scorgo diversi vetri spezzati che deturpano il luogo; li raccolgo e li ripongo in tasca, ripromettendomi di gettarli negli appositi cassoni.

La verità è che sono molto curiosa di toccarle e rigirarmele tra le dita, ma mi pare anche molto appropriato lavorare con un oracolo dell’acqua, dopo l’esperienza odierna.

Les Racines du vent (Le radici del vento) nel 1982, Suite des ténèbres (Corteo delle tenebre) nel 1987, Impossibles lointains (Impossibili lontani) nel 1986 per le Edizioni Folle Avoine.

Scrittore precoce, consacra alcune opere a Bernanos e Mauriac, così come a James Dean ed alla Gioventù Bruciata.

Daniele puntano verso l’ampia distesa sabbiosa, che si estende a sud, mentre io vado dritto verso la scogliera. Elle balbutie des mots vite envolés, accrochés aux herbes des plages, à la peau brunie des baigneurs, à la proue des barques, aux mâtures. Non credo all'ispirazione, ma a quel qualche cosa che è legato indubbiamente all'inizio della nostra vita. Il mare s'infrange sull'appiombo della cala e il suo furore non porta buoni consigli. Lascio vagare lo sguardo all’orizzonte, mi tuffo insieme ai cormorani, garrisco il mio lamento con la voce dei gabbiani, persa nel mutevole moto della marea, rammentando la leggenda d’Ys che ho provato a reinventare per riesumare dall’oceano le sue tracce più antiche.

Anche io ho sentito il canto, ma credevo fossi tu a cantare.

René-Guy in alcune delle circa venti raccolte di suoi scritti dagli anni cinquanta in poi. Sarebbe facile se si trattasse di un viaggio, uno dei tanti, un periodo di vacanza all’insegna del turismo e della scoperta. La rugosa consistenza del tronco mi sembra quasi morbida al tocco; forse questo è il suo modo di comunicare il suo consenso; ringrazio con offerte di tabacco e procedo in direzione dell’enorme Dolmen che si staglia nella radura sottostante. Leggo nei loro sguardi qualcosa che, al momento, identifico come un invito a non fermarmi più di tanto - anche perchè la pioggia ha ripreso a cadere, più fitta e bagnata di stamattina. E' stato co-fondatore e co-animatore della rivista Poésie Bretagne nel 1983. Drago d’Acqua torna sempre a rimestare nel torbido del mio fondo, per far riaffiorare ciò che invano vi ho sepolto senza affrontarlo. La parola di Keineg pesca nei luoghi comuni della storia celtica per gridare, dispiegare e restituire le loro voci agli spodestati.

La testa mi ricorda moltissimo quelle di certe dee dell’antico Egitto, mentre il corpo informe è ornato di fregi che rassomigliano vagamente ai simboli incisi su alcuni megaliti.

Cuore talvolta mi inganna con l'amaro della sua sofferenza, con il peso di parole sferzanti che mi portano ad interrogarmi alla ricerca di colpe vere o presunte.

Bretagna, ho visitato il sito di Gavr’Inis, che consta di un grande cromlech e di un’ampia camera sotterranea, le cui pareti sono fittamente ricoperte da iscrizioni e simboli; il tutto su una piccola isola, al largo di Locmariaquer, raggiungibile in barca.

Che ha ricevuto il Grand Prix degli scrittori bretoni per Eloge de la palourde (Elogio della vongola) per le Edizioni Flammarion, 1996. Istitutore supplente, egli è allora una specie di vagabondo dipartimentale che insegna in molti villaggi della Loira Atlantica, da Brière a Clisson. Dopo alcuni istanti, afferma deciso che la pietra non appartiene a questo posto, che probabilmente vi è giunta da lontano, forse portata dal mare o dalle mani degli antichi. Il sorriso smagliante non è però rivolto alla sottoscritta, ma al nostro bel Mario, cui non manca di lanciare occhiate libidinose ogni volta che ci passa accanto; l'apoteosi è quando , alla fine del pasto, Mario ordina una mousse au chocolat! Mario conferma la sua passione per le pasticcere francesi, ma non ce ne lamentiamo dato che la colazione è eccellente. Non saprei dirlo e forse, quando il ricordo di questi giorni comincerà a sbiadire, sarò certa di aver soltanto immaginato molte delle cose che oggi ho vissuto. Hélène trascorre il suo tempo tra la scuola di Louisfert, oggi divenuta museo, ed il Centro René-Guy Cadou della mediateca di Nantes.

Voglio ancora assaporare il gusto dell'Atlantico, assai meno salato di quello del mio Mediterraneo.

Mario – Può anche darsi che tu abbia visto quello che una parte di te voleva vedere. Penso anche che le tombe che hanno trovato sotto ad alcuni Menhir e Dolmen non appartengano agli antichi costruttori e neppure la maggior parte di quelle rinvenute sotto ai numerosi Cromlech e Tumuli che abbondano in questa parte del mondo. Breatagna, a Trébeurden (Côtes d’Armor), sulla costa di Granito rosa. Rennes, abbiamo scelto di andare alla Roche-aux-Fées, un sito megalitico intorno al quale son fiorite leggende di fate e creature benefiche che proteggono gli innamorati e coloro che sono in cerca d’amore. Sud, là dove frangono le onde, fiancheggiato ad Est da un monumentale Menhir che funge da Guardiano.

Daniele inciampa un paio di volte in altrettante radici, io manca poco che mi acceco con un ramo; Mario si ferma a una biforcazione e invita a desistere.

Glasgow, Kenneth White trascorre gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza a Fairlie sulla costa occidentale della Scozia.

Kermario e comincio a pensare che sarebbe molto bello riuscire a scavalcare quel cancelletto, come fa Daniele, per non dover ripercorrere l'intera estensione del sito in mezzo all'erba bagnata. Le pietre laterali del corridoio sono incise, con simboli spiraliformi e forse caratteri Ogham.

Capanna del Sudore recentemente e so che le pietre muoiono solo quando viene gettata loro addosso acqua fredda, dopo che un grande calore le ha arroventate.

Quatre Sentiers dans la nuit (Quattro Sentieri nella notte) del 1975, le Miroir incertain (l'incerto Specchio) del 1986, Un jour sans importance (Un giorno senza importanza) del 1990, Partir, disais-tu (Partire, dicevi) del 1999.

Quella cosa che ho identificato col Drago d’Acqua, energia senziente che ha attraversato i miei pensieri e mi ha fatto vivere un’intensa emozione. Charles Le Quintrec ancora si nutre delle parole dei Vangeli che sembrano dargli chiarezza nei tempi oscuri, offrendogli il respiro di un'aria più salubre. Sancta Sanctorum, il luogo sacro per eccellenza creato per accogliere il tabernacolo dell’eucarestia. Daniele e Mario che si stanno perdendo questa bellissima spiaggia.

Spesso, il piacere di un linguaggio poetico semplice ma impeccabile tira i fili magici di una vera riflessione sugli oggetti del mondo.

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